Quella cipolla chiamata alluce valgo

(tratto da intervista dottoressa Myriam Cecchi)

Chi soffre di alluce valgo, si chiede come sia possibile che si formi quella cipolla sul piede….

L’alluce valgo è una deviazione dell’alluce verso le dita esterne del piede – inizia a spiegare la dottoressa Myriam Cecchi, esperta di tecnica chirurgica percutanea dell’alluce valgo. – La deviazione è progressiva, lenta nel tempo. Oltre a una deformità secondaria delle altre dita che vengono spinte, deviate e costrette in posizioni non più fisiologiche dovute a questa deviazione dell’alluce, parallelamente si forma  quella che viene chiamata cipolla, appunto. Si tratta di una sporgenza ossea alla base del dito che, con l’attrito della scarpa, provoca infiammazione che può arrivare a creare una vera e propria borsite piena di siero, di liquido, che a volte si ulcera. In questa fase, il paziente non riesce a calzare nessun tipo di scarpa neanche quelle che reputa normalmente comode, morbide, “a guanto”.

Nell’immaginario collettivo si dice che alcune scarpe provocano l’alluce valgo? È cosi?

No. È una credenza popolare e molto inesatta. Diciamo che l’alluce valgo è una deformità costituzionale – continua l’esperta. – Esiste infatti familiarità per questa patologia. Questo significa che un piede costituzionalmente predisposto a manifestare un alluce valgo, è un piede che non può essere calzato in una scarpa di quelle classiche che piacciono alle donne, cioè a punta, con il tacco. Però, non è mai la scarpa che provoca l’alluce valgo, perchè una calzatura non ha mai avuto nè potrà mai avere la forza di modificare e deformare un piede. Tuttavia, alcune scarpe non si riescono a portare quando si comincia a formare un alluce valgo.

E’ vero che colpisce soprattutto le donne?

Sì. La spiegazione è nel fatto che le donne, più frequentemente degli uomini, hanno un piede cavo, leggermente più valgo del maschio e quindi un piede  più predisposto a sviluppare questa deformità.

La cura dell’alluce valgo richiede l’intervento che però spaventa molto. Ci sono alternative?

Le pazienti hanno timore dell’intervento tradizionale – spiega la dottoressa Cecchi. – Alcuni ancora eseguono quel tipo di intervento, traumatico, che tuttora, nella maggior parte dei casi,  richiede tagli, sezioni con sega, mezzi di sintesi e costringe alla immobilità e al non appoggio dell’avampiede per almeno un mese e mezzo a causa del gonfiore. E poi, antibiotici, terapia antitrombotica, e tutta una serie di condizioni legate a questo genere di intervento tradizionale che naturalmente spaventano e allontanano il paziente dalla voglia di curarsi. Ecco perché – prosegue l’esperta – si è andati nel tempo alla ricerca di tecniche meno invasive, più moderne. La tecnica strettamente percutanea che si esegue attraverso la pelle, è una tecnica di cui ormai si inizia a sentire parlare, perché non prevede incisioni chirurgiche di nessun genere, non prevede l’impiego di mezzi di sintesi, la guarigione dall’intervento è lasciato spontaneamente all’appoggio fisiologico del piede non immobilizzato quindi, con scarsità assoluta di dolore.

Cosa succede se non ci cura l’alluce valgo? Fino a che punto può peggiorare?

Peggiora fino ad avere un alluce quasi orizzontale – sottolinea la dottoressa Cecchi. – C’è però da dire che talvolta, ma non spesso, alcune deformità molto gravi ma poco dolenti. Per questo motivo, alcune persone molto anziane portano le pantofole come scarpe da uscita per la passeggiata anche con deviazioni consistenti, mentre ci sono pazienti con alluci inizialmente valghi o poco valghi ma molto dolorosi. Ad un certo punto, però – conclude l’esperta di tecnica chirurgica percutanea – è necessario rivolgersi a uno specialista per curare questa patologia.

(foto: craryshoes.com)

Myriam Cecchi, medico chirurgo specializzata nella chirurgia del piede.

Per fissare un appuntamento:

335 6466508 myriam.cecchi@chirurgiadellamanoedelpiede.it

 

La dottoressa Cecchi visita

in LOMBARDIA: Milano – CENTRO MEDICO MONTEROSA – CASA DI CURA COLUMBUS, Legnano – STUDIO GST, Castellanza – HUMANITAS MATER DOMINI

in PIEMONTE: Alessandria – BENESSERE SRL,  Novara – C.D.C., Verbania – C.D.C., Torino – C.D.C.

in VENETO: Verona – ZETAMEDICA

in EMILIA ROMAGNA: Bologna – CASA DI CURA VILLA ERBOSA, Rimini – CIN

nelle MARCHE: Pesaro – SALUS MEDICA

in SICILIA: Catania – STUDIO MEDICO,  Siracusa – POLIAMBULATORIO SANTA LUCIA – NUOVA CLINICA VILLA RIZZO

 

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